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Vendita servizi accessori va adeguata a normativa regionale. In corso controlli da Città Metropolitana

AlbergoSono tanti gli alberghi e le strutture ricettive che propongono (anche attraverso i propri siti web e canali social) servizi turistici non accessori al trasporto e all’alloggio. Ne sono un esempio le visite guidate, le escursioni, le degustazioni, le prenotazioni in strutture di ristorazione e tutta una serie di prestazioni che vanno incontro alle richieste della clientela.

Per regolamentare questo fenomeno e per tutelare l’attività delle agenzie di viaggio (la cui funzione di controllo è in capo alla Città Metropolitana di Firenze), la Regione Toscana ha disciplinato la materia nell’articolo 31 del nuovo Testo unico sul turismo (la legge regionale n. 86 del 2016), stabilendo che la commercializzazione di tali servizi può avvenire solo a due condizioni:

l’acquisto di questi servizi deve avvenire “solo dopo l’inizio dell’esecuzione del servizio turistico principale”. Questo significa che la struttura non può far prenotare ai propri clienti i servizi accessori prima della sistemazione in albergo, né in via telematica né in alcuna altra maniera;

– per questi servizi deve essere ben chiaro e specificato il prezzo, che non può essere incluso in quello del pernottamento ma deve essere scorporato, fatturato e pagato a parte dal cliente.

Per verificare quindi che le strutture ricettive rispettino gli obbighi imposti dalla legge regionale, la Città Metropolitana di Firenze sta effettuando controlli su tutto il suo territorio.

Pubblicato il 19/04/2017